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Toccata e fuga a Buenos Aires

26 Febbraio 2020

Toccata e fuga a Buenos Aires

“La storia di Buenos Aires sta scritta nel suo elenco telefonico.” Bruce Chatwin

Se in Italia vi sarà capitato un sacco di volte di sentire “Io ho dei parenti in Argentina”, vi assicuro che a Buenos Aires in molti vi diranno “Mi abuelo es de Italia”. Ed è proprio così, Buenos Aires è una delle più grandi metropoli sudamericane, fondata dagli spagnoli e invasa negli anni da moltissimi europei, ma soprattutto da nostri connazionali. E’ la città latino americana più europea di tutte e passeggiando per il centro, alcuni palazzi vi ricorderanno quelli della Gran Via di Madrid e alcuni vi trasporteranno direttamente a Parigi.

Icone e luoghi famosi a Buenos Aires ce ne sono tantissimi: la storia del golpe e i “desaparecidos”, la leggenda mondiale del calcio Maradona, il Tango e Carlos Gardel, Mafalda, Evita… E’ una città enorme, impossibile da vedere tutta, e soprattutto viene spesso presa come base di arrivo per poi partire per la Patagonia oppure per le Cascate di Iguazù. Ma cosa si può vedere a Buenos Aires in due giorni?

Cosa vedere a Buenos Aires in due giorni

La Boca

La Boca è uno dei quartieri più famosi di Buenos Aires, colmo di case che vennero colorate dai portuali genovesi che moltissimi anni fa acquistarono le vernici a poco prezzo al porto. Compravano i colori che venivano avanzati dagli imbianchini delle navi e quindi, proprio per questo motivo, qui si trova quel mix di tinte che rendono pittoresca la zona. Anche se ci sono voci che narrano la voluta somiglianza al quartiere Boccadasse di Genova, chissà…

El Caminito

El Caminito

La via più famosa e turistica del quartiere, El Caminito, è piena di ballerini di tango e artisti di strada pronti ad attendere i fiumi di visitatori di passaggio da lì. Il punto più famoso e più fotografato è il balcone da cui sono affacciate tre delle tante icone del paese: Maradona, la famosa Evita, moglie del dittatore Peron, e Carlos Gardel, figura importante nella storia del tango.

Maradona, Evita e Gardel

E sapete che messaggio ho ricevuto da un amico quando ho postato su instagram la foto di questa via? “Tu sei in una delle strade più famose e più pericolose del mondo!” Già, è questo che si dice in giro su El Caminito e su La Boca, ma non fatevi spaventare. La pericolosità può riguardare le vie più lontane dal centro del quartiere, ma non questa e le vie vicine, piene zeppe di turisti e di attrazioni. Certo, un pochino di attenzione la si deve sempre avere, ma qui come in qualsiasi altra parte del mondo, compresa la città in cui si vive.

La Bombonera

“Oh mamma mamma mamma, oh mamma mamma mamma, sai, perché, mi batte el corazon. Ho visto Maradona, ho visto Maradona, eh, mammà, innamorato so!”

Io sono cresciuta con questa canzone, ve lo giuro. E credo come me tutte le persone della mia generazione che stavano incollati al televisore ad ammirare Maradona giocare o che avevano genitori e parenti che parlavano solo di lui. E io, da figlia di napoletani, non potevo non entrare in uno degli stadi più famosi al mondo cantando proprio questa canzone!

La Bombonera

La Bombonera si trova nel quartiere di La Boca e, per poter visitare lo stadio al suo interno, dovrete andare al Museo de la Pasion Boquense e acquistare il biglietto combinato museo più stadio. Il tour inizia proprio sulle orme del Boca Junior, passando tra gli spalti, a bordo campo e negli spogliatoi. Le pareti all’entrata del museo sono tappezzate di dipinti su Maradona, è stato un idolo qui allo stesso modo in cui lo è stato in Italia, o forse ancora di più considerando che il Boca Junior è stata una delle prime squadre in cui ha giocato.

Dagli spalti della Bombonera

San Telmo

San Telmo è uno dei quartieri più caratteristici di Buenos Aires ed è anche uno dei più antichi della città. Pieno di artisti di strada e di stupendi localini in cui si mangia benissimo spendendo poco (come in tutta Buenos Aires), questo luogo di Domenica si trasforma nel punto più popolato della capitale, iniziando con la Feria di San Telmo in tarda mattinata, e terminando con fiumi di ragazzi che con i loro tamburi riempiono di musica le strade.

Bar Dorrego

Plaza Dorrego e la Feria di San Telmo

Plaza Dorrego è il suo cuore, in settimana è popolata dai tavolini dei bar e dai tangheri , mentre la Domenica si riempie di bancarelle di antiquariato per la famosissima Feria de San Telmo, mercatino delle pulci che si estende da lì fino a Plaza de Mayo. Ma alla Feria non troverete solo oggetti antichi e fiumi di persone curiose tra i banchi, io lì ho acquistato uno stupendo vestito dipinto a mano, nuovo nuovo, e una t-shirt di Mafalda, la “mascotte” della città. Quindi, amanti dello shopping, sbizzarritevi!

Il Tango, uno dei simboli della città

Già, il tango. Uno dei simboli di Buenos Aires, nato dalla nostalgia che gli immigrati europei provavano lontani dalle loro case, e diventato poi famoso in tutto il mondo. Impossibile vedere due tangheri e non rimanere a bocca aperta di fronte alla loro bravura, alla passione che ci mettono ad ogni passo e all’eleganza nei loro movimenti, che sono a dir poco splendidi!

E in Plaza Dorrego si possono ammirare vere e proprie sessioni di Tango Milonga, sia la Domenica mattina tra le bancarelle circondati da onde di turisti che si fermano ad ammirarli, che in settimana, tra i tavolini dei bar con le luci puntate su di loro, in una circostanza molto più tranquilla.

Mafalda, la mascotte di Buenos Aires

Ideata da Quino, famoso fumettista argentino, il personaggio di Mafalda diventò subito famosa in tutto il mondo. Goffa, simpatica e realista, a questo personaggio è stata dedicata una statua nel cuore del quartiere di San Telmo, seduta su una panchina accanto agli altri personaggi del fumetto. Preparatevi a fare un po’ di coda per farle una foto oppure passate di là di sera, quando avrete più possibilità di trovarla da sola insieme ai suoi amici storici.

Statua di Mafalda, San Telmo

Il centro di Buenos Aires

Plaza de Mayo

Una passeggiata per le vie del centro di Buenos Aires è d’obbligo: prima tappa la famosa Plaza de Mayo, luogo in cui gli argentini si riuniscono per feste e manifestazioni politiche. Al centro è situata la Piramide de Mayo, costruita in onore del primo anniversario dell’Indipendenza argentina. Ed è proprio qui che, ogni giovedì pomeriggio, le Madri de Plaza de Mayo si ritrovano con la speranza che i loro figli o nipoti, i desaparecidos, possano ancora ricomparire.

I desaparecidos sono giovani argentini fatti sparire durante la dittatura degli anni 70 e 80, alcuni purtroppo non torneranno mai, ma alcuni invece, grazie all’associazione delle Madri di Plaza de Mayo, sono riusciti a ricongiungersi con la loro vera famiglia. Le madri, che ormai sono nonne, marciano qui intorno da anni, come protesta e commemorazione, in attesa che qualcuno, prima o poi, possa dar loro risposta alle domande che da anni fanno. Il loro simbolo è un foulard, che loro stesse indossano marciando e che troverete dipinto tutt’intorno la piramide.

Il foulard delle Madri di Plaza de Mayo

Plaza de la Republica

Da Plaza de Mayo, percorrendo la Avenida Roque Sáenz Peña, arriverete fino a Plaza de la Republica, situata su Avenida 9 de Julio, l’enorme strada più conosciuta di Buenos Aires. E proprio lì troverete l’obelisco, uno dei più famosi del mondo, anche lui icona della città, situato al centro della piazza. L’obelisco è stato costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città, ed è un monumento storico importantissimo per gli argentini. Ma è molto famoso tra i visitatori che fanno la fila per farsi un selfie con lui e con le costruzioni a forma delle iniziali della città, B e A, proprio ai suoi piedi.

L’obelisco

Tra immense vie, carinissimi quartieri pittoreschi e sessioni di tango, a Buenos Aires non ci si può proprio annoiare. Cosa mi è piaciuto di più? Beh, sicuramente San Telmo, il suo animo popolare e verace, come tutto ciò che finora ho avuto l’onore di scoprire del Sudamerica, tra Argentina, Cile e Uruguay, mi ha davvero catturata. E ho provato tristezza una volta andata via da lì, nonostante non fosse ancora il momento di rientrare a casa. Ma quando trascorri del tempo più che piacevole in un luogo, il nodo in gola ci mette proprio un attimo a farsi sentire!

Video: Toccata e fuga a Buenos Aires

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