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Il Tango: origini, storia e curiosità

26 Settembre 2021

Il Tango: origini, storia e curiosità

Sapevi che il Tango è diventato patrimonio mondiale dell’umanità nel 2009? L’Unesco l’ha promosso grazie alla sua identità distintiva: un mix, molto particolare, di persone, culture e sentimenti…

Il Tango è nato intorno al 1880 nei pressi del Rio de la Plata, il fiume che scorre tra Uruguay e Argentina. Tutti pensano sia nato a Buenos Aires ma in realtà questa città è il luogo dove si è evoluto e trasformato: qui sono giunte moltissime persone, tutte in cerca di fortuna e tutte con un sentimento comune, la nostalgia, che è appunto il tema più ricorrente nei testi e nei suoni di questa musica.

Le origini del Tango

Agli inizi, il Tango, era conosciuto con un altro nome, ovvero Milonga. Veniva ballato nei bassifondi, era un ballo popolare di folklore, e all’inizio era praticato da soli uomini. La Milonga, molto più veloce e ritmata rispetto al Tango attuale, era un mix di gente e suoni arrivati a Buenos Aires: il Candombe suonato dagli schiavi africani a Montevideo, la Payada dei gauchos che abitavano nella pampa argentina e la Habanera, musica cubana. E tutti giunsero a Buenos Aires, città che in quel secolo visse un grande flusso migratorio sia dal Sudamerica che dall’Europa.

Dopo il 1900 iniziò a modificarsi, dapprima con l’aggiunta di uno strumento all’orchestra, ovvero il bandoneon, un tipo di fisarmonica tutt’oggi protagonista del tango e poi con Angel Villoldo, celebre per il suo brano “El Choclo”, che fece arrivare il ballo in Europa. E in Europa il Tango subì altre trasformazioni, venne reso un ballo più elegante tanto che poi, al “rientro” in Argentina, lo accettarono anche le classi sociali più elevate che fino a quel momento l’avevano snobbato.

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Tango a San Telmo, Buenos Aires

Carlos Gardel e Astor Piazzolla

E dopo Villoldo, l’arrivo di Carlos Gardel, che è considerato una delle icone di questo ballo, regalò un’altra evoluzione a quest’arte: il Tango, che prima era solo suonato, con lui iniziò a diventare anche cantato. E Carlos girò il mondo con le sue canzoni e facendolo diventare sempre più famoso. Pensate che solo da poco è ufficiale che il luogo di nascita di Gardel è Tolosa in Francia: fino a non molto tempo fa l’Uruguay continuava a sostenere che Carlos fosse originario di lì, come a voler “far propria” una delle icone di questa danza.

E dopo di lui fece la sua comparsa Astor Piazzolla, musicista e grande suonatore di bandoneon che negli anni 40 portò il ballo più famoso di Buenos Aires a livelli elevatissimi e lo fece conoscere in tutto il mondo grazie anche ad uno dei suoi album più conosciuti che è Libertango. Ma sapete che all’inizio della sua carriera gli argentini non lo apprezzavano? Perché secondo loro stava modificando troppo la musica, aggiungendo sempre più strumenti. Poi, con il tempo e con l’aumentare della sua fama, iniziarono ad apprezzarlo anche loro.

Stili e curiosità sul Tango

Al giorno d’oggi esistono molti stili di tango: c’è il salon ballato nelle sale, il Milonga più veloce del suono più famoso, l’Orillero molto simile a quello delle origini e molti altri.

E poi volete sapere un segreto? Il Tango non si balla con la rosa in bocca, è solo uno stereotipo che deriva dal film “I quattro cavalieri dell’apocalisse” dove Rodolfo Valentino, ballerino di tango, la portava durante il ballo! Non ci siete rimasti male, vero?

Video: Por una cabeza, Carlos Gardel

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