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Il Flamenco

Gonne a balze, scialli e nacchere: oggi andiamo in Spagna e parliamo del Flamenco!

Il Flamenco nasce in Andalusia prima come canto, poi con l’aggiunta di ballo, musica e battiti di mani. Ha una storia particolare, tra origine gitana, radici spagnole, arabe e musulmane…

La storia e l’evoluzione del Flamenco

El Cante

Il canto è la prima espressione artistica utilizzata nel Flamenco. E all’inizio esisteva solo lui, sia durante la conquista araba della Penisola spagnola che nel periodo delle persecuzioni religiose dei Los Reyes Catolicos.

I canti dei Moriscos, ovvero gli arabi costretti a convertirsi al cattolicesimo nel 1400, furono i primi: testi colmi di lamenti e dolore che iniziarono a intrecciarsi con le musiche popolari andaluse. Sempre in quel periodo inoltre, iniziarono ad arrivare in Andalusia i primi gitani dall’India: ma anche loro costretti dai re cattolici a convertirsi, si ritrovavano spesso con le altre etnie del luogo sia per intonare canti tristi che per narrare le loro storie utilizzando canti festosi.

El cante flamenco quindi inizia a dividersi da questo momento in due tipi: el cante Jondo che narra vicende tristi ed è la forma più profonda, e il Chico o Festeros che è più frivolo e vivace.

L’aristocrazia spagnola, che all’inizio snobbava tutto ciò, iniziò poi ad interessarsene e a invitare i gitani ad animare le loro feste. E così il popolo nomade per eccellenza iniziò a guadagnare con le proprie melodie tanto da arrivare al momento in cui nacquero i café cantantes, che sono gli attuali Tablao, ovvero i locali in cui si assiste agli spettacoli di Flamenco.

El Toque

E dopo el cante ci fu l’arrivo del Toque, che sta a significare il tocco della chitarra. All’inizio nacque solo come accompagnamento fino ad arrivare oggi ad esser spesso protagonista insieme al solo ballo, o addirittura solista.

El Baile

Dulcis in fundo arrivò poi il ballo, dapprima più composto sotto il periodo dei Los Reyes e poi, con l’arrivo dei gitani, sempre più selvaggio e libero. E con la nascita dei tacchi nel 1533 arrivò anche il battere i piedi a ritmo di musica, famoso tutt’oggi nel Flamenco.

Ma il battito delle mani? E le nacchere? Arrivò tutto nel corso degli anni ma nel Flamenco, ancora oggi, le espressioni artistiche principali continuano comunque a rimanere solo tre, ovvero canto, ballo e chitarra.

Un’arte dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2010 la cui esatta etimologia della parola, ancora oggi, non si sa quale sia. Deriva dal soprannome flamencos dei gitani? O dal significato spagnolo di fenicottero? Oppure dall’arabo “felah-mengu” che vuol dire contadino fuggito? Nessuno lo sa.

Assistere ad uno spettacolo di Flamenco in Andalusia è ovviamente un must, esistono molti Tableo e tantissimi tipi di Flamenco: pensate che sul sito del turismo andaluso ce ne sono elencati ben 74!!! Vamos??

Video: Buleria Lenta, Flamenco

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