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Un pomeriggio in Vietnam

29 Agosto 2019

Un pomeriggio in Vietnam

Non pensiate che sia pazza e che il mio amore per i viaggi mi abbia portato a fare questa follia di andare per un solo pomeriggio in Vietnam. In realtà, questo articolo, è frutto di qualche ora piacevolmente trascorsa in un circolo da poco nato a Torino di nome VietCafè, in cui ho assistito ad un evento di cui questo paese è stato ovviamente l’argomento principale.

Il Vietnam del XX secolo

Ciò che ricordiamo subito appena sentiamo nominare questo paese è la Guerra del Vietnam, da cui ne è uscito completamente devastato. Poi nel 1986 ci fu il Doi Moi, il rinnovamento vietnamita, l’inizio della liberalizzazione del commercio, la rinascita di un paese distrutto dalla violenza. E il turismo, con il tempo, ha iniziato ad aumentare, sia quello locale, in cui i vietnamiti iniziavano a concedersi una vacanza all’interno del loro paese, sia quello internazionale.

E più il tempo scorreva e più il Vietnam investiva nel miglioramento e nell’aumento delle strutture ricettive, nello sviluppo delle infrastrutture, nei mezzi di trasporto e nel marketing basato sui punti di forza di questo paese, come la bellezza della natura, la presenza di moltissime diverse etnie e l’antichissimo patrimonio archeologico.

Ho Chi Minh City

La cultura vietnamita

La prima cosa che a me viene in mente quando sento parlare del Vietnam, non è la guerra, assolutamente, ma sono gli spettacoli delle marionette sull’acqua. Questa è un’antichissima tradizione vietnamita chiamata Mua roi nuoc, dove l’acqua, dei laghi, degli stagni o all’interno di teatri, rappresenta la terra ferma che sostiene questi bellissimi spettacoli colorati.

Tra i cappelli conici tipici dell’Asia invece, quello del Vietnam è il più particolare: si chiama non la ed è celebre per gli ornamenti particolari e per i lacci colorati in seta. E le donne, insieme ad esso, indossano l’ao dai, la tradizionale ed elegante tunica a cui viene abbinato un pantalone. Pensate che fino alla metà dello scorso secolo, le donne nubili indossavano pantaloni bianchi mentre quelle sposate li indossavano neri.

E lo sapevate che il Vietnam è il secondo esportatore nel mondo di caffè? Ed è molto gustoso anche se molto forte. E volete mettere in dubbio cosa possa voler dire questo per un italiano? Noi, che all’estero ne sentiamo la mancanza perché spesso finiamo a bere solo qualcosa che lo ricorda vagamente, in Vietnam, invece, chiedi un caffè e un caffè ti servono: non è fantastico? Per me, assidua ed esagerata consumatrice, lo è decisamente.

caffè vietnamita

Cosa vedere in Vietnam

Preferisco citare solo i luoghi principali perché, dato che il tempo necessario per visitare tutto il Vietnam non è poco, magari preparerò un secondo articolo sull’argomento. E per rimanere in tema con “Un pomeriggio in Vietnam“, ecco qui una toccata e fuga!

Nel Nord sicuramente la famosissima Halong Bay, la capitale Hanoi e la città di Sapa. La Halong Bay è una baia, appunto, composta da un migliaio di isolette visitabili partecipando a crociere organizzate. Su Hanoi basta solo dire che è una delle capitali più antiche nel mondo e che solo per questo merita una visita. La città di Sapa è famosa sia per le tribù di villaggi presenti nella zona sia per il monte Fansipan, conosciuto anche come “tetto dell’Indocina” per via della sua altezza.

Halong Bay

Nella parte centrale troviamo la città di Hue, famosa per la sua antica cittadella, e Hoi An antica città portuale. La parte sud invece, è la sede della famosa Ho Chi Minh City, più conosciuta come Saigon e del Tunnel di Cu Chi, fitta rete di gallerie in cui i vietnamiti si nascondevano e preparavano i loro attacchi contro gli americani.

E ora, secondo me, oltre che a prepararvi un bel caffè, starete pensando: ma se un pomeriggio in Vietnam è stato così interessante, quanto potrebbe esser bello un viaggio laggiù?

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